Fine del mondo: avverrà il 21 agosto?

venerdì 28 luglio 2017

Secondo molti esperti del settore la fine del mondo avverrà il 21 agosto, ecco perché.

Durante il corso dell'ultimo mese si è molto parlato della fine del mondo. L'argomento è stato così gettonato sia per via delle ondate di calore che secondo una ricerca pubblicata sul National Geographic uccideranno il 75% della popolazione mondiale entro il 2100, che in relazione dell'asteroide che si chiama "Asteroid 1997 XF11" e che nel 2028 passerà vicinissimo alla Terra, e che fino pochi anni fa si è creduto che avrebbe colliso con il nostro pianeta [VIDEO]. Ma molti esperti che si occupano di esegesi biblica hanno affermato che l'Apocalisse sia imminente e che accadrà proprio il 21 agosto. Andiamo a vedere cosa c'è alla base di queste credenze.

Eclissi
Gary Rey dell'Unsealed World News, un sito evangelico di news, ha affermato che l'Apocalisse sia imminente e che l'eclissi di agosto segnerà l'inizio della fine del mondo. Questa, però, si concluderà l'8 aprile del 2024 con una seconda eclissi. Durante questo periodo di sette anni, Gart Rey è convinto che i credenti saranno chiamati in paradiso e che la terra verrà sferzata da orribili tribolazioni. Ma non solo l'eclissi del 21 agosto viene indicata come un pericolo per la sopravvivenza della razza umana, poiché poche settimane fa un celebre fisico, ovvero il prof. Stephen Hawking, ha affermato insieme ad altri scienziati, che l'AI rappresenta un serio pericolo per la nostra sopravviv [VIDEO]enza. [VIDEO]

Fine del mondoCome riporta il Daily Star, Michael Parker, autore del blog End Time Prophecies, afferma che l'eclissi del 21 agosto è un chiaro segnale dell'approssimarsi della seconda venuta del messia cristiano, ovvero Cristo.
Egli sostiene che nelle Sacre Scritture è contenuto un verso, in cui si dice che nel periodo in cui le nazioni tenteranno di dividere lo stato di Israele, Dio dividerà la nazione colpevole in due parti. Secondo Michael Parker il fatto che l'eclissi taglierà esattamente a metà gli Stati Uniti d'America, potrebbe considerarsi come l'avverarsi del verso che ha preso in esame. Ovviamente sono tante le apocalissi che vengono predette, ma fortunatamente per noi nessuna di queste si è ancora avverata. È quindi inutile cedere ad allarmismi. Nelle ultime ore, però, nei maggiori Social Network, fra cui Quora, si è sollevata la questione del quale sia il paese più sicuro per rifugiarsi nel caso in cui scoppi la Terza Guerra Mondiale. Non ci resta, adesso, nient'altro se non aspettare nove notizie. A voi i commenti. #paranormale #religione #findelmondo.



Nibiru, Anunnaki e il mistero dell'evoluzione umana

lunedì 3 luglio 2017

Anunnaki è un termine che significa letteralmente "coloro che dal cielo arrivarono sulla Terra".

Con esso ci si riferisce ad una civiltà molto avanzata di cui siamo venuti a conoscenza attraverso i Sumeri e le loro misteriose tavolette scritte in cuneiforme.
Secondo ciò che sappiamo gli Anunnaki provengono da Nibiru, il misterioso pianeta di cui poco si parla, ma che fa parte del nostro sistema solare.
Zecharia Sitchin mostra le prove della loro reale esistenza attraverso il suo libro e mostra come essi abbiano rivelato ai Sumeri i segreti dell'Universo e siano stati gli artefici della nostra evoluzione.
Il nome di questo pianeta, sconosciuto ai più è invece citato migliaia di volte nei testi mesopotamici. Del resto, la Mesopotamia stessa è sempre stata considerata dall'archeologia ufficiale come la culla della civiltà propriamente detta.
Da un sigillo sumero, conservato a Berlino si vede chiaramente il nostro sistema solare che a differenza di quello conosciuto dalla maggioranza, presenta un pianeta in più: Nibiru appunto, che nel sigillo è tra Marte e Giove.
Una teoria che cambia radicalmente l'ottica sulla nostra origine.


2012 - La Profezia dei Maya - La fine del Mondo secondo l'ultima pagina del Codice di Dresda.

lunedì 5 ottobre 2009

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C'è una cosa che bisogna comprendere sul perchè la profezia dei Maya sulla data del 2012 sia così clamorosamente esplosa, in questo periodo, nel mondo intero. I Maya avevano una vera ossessione per il tempo. L'intero territorio dei Maya, con le sue centinaia di città di pietra può essere classificato come un enorme monumento in stretta relazione con il tempo. Sulle mura che cingevano i campi per il gioco della palla, sui templi, sugli architravi, sui pannelli scolpiti e addirittura sulle conchiglie, sulla giada - usata in grande abbondanza - i Maya per un periodo che abbraccia circa 1000 anni, incisero le relative date non appena arrivavano alla conclusione dell'opera, o la incisero per celebrare qualche avvenimento del passato.Un erudito ha perfino trovato un'iscrizione Maya che risale per novanta milioni di anni nel passato. Ma perchè i Maya avevano questa ossessiva preoccupazione per il tempo?
Perchè - è questa la risposta più semplice - i Maya erano convinti che il tempo fosse ciclico. E che la stessa influenza e le stesse conseguenze si ripetessero in ogni determinato periodo nella storia. Fu proprio Diego de Landa - il primo e più esauriente occidentale a venire a contatto e a studiare approfonditamente la cultura maya - a scrivere nei suoi diari: " Riuscivano (i Maya) a calcolare meravigliosamente le loro epoche, e così era facile per un vecchio con il quale mi capitò di parlare, di ricordare tradizioni che risalivano a trecento anni prima. Chiunque abbia messo ordine al loro calcolo dei katun, fosse stato anche il diavolo, lo ha fatto con una esattezza mai nel passato eguagliata." Una specie di compendio di questa incredibile interpretazione del Tempo - i Maya erano convinti che il mondo avesse sofferto apocalittiche distruzioni per quattro volte, e che quando il velo si alzò sulla storia dei Maya, essi stavano vivendo nell'epoca seguente la quinta creazione del mondo (gli indiani raccontarono a Diego de Landa che gli dei che reggevano la terra fuggirono "quando il mondo fu distrutto dal diluvio")- si trova in quello che è universalmente conosciuto come Codice di Dresda (foto in testa).Il Codice di Dresda è uno dei tre codici Maya sopravvissuti - per puro miracolo - alla furia della conquista spagnola, che come sappiamo fece purtroppo terra bruciata dell'intera cultura Maya. Il codice di Dresda (detto codex Dresdensis) è il più bello e il più complesso dei tre (cm.350X20X9) risale probabilmente all'XI o XII secolo e ricopia quasi sicuramente un originale del periodo classico; parla delle eclissi, della rivoluzione sinodica di Venere, di riti religiosi e di pratiche divinatorie, per ben 70 pagine. Fu scoperto a Vienna nel 1739, e in seguito venne acquistato dalla biblioteca di Sassonia, a Dresda.E' stato proprio partendo da quel codice della biblioteca di Dresda, che Ernst Forstermann, impiegato di quella biblioteca, riuscì a decifrare una parte del calendario Maya, e a compiere il lungo conto che permette di stabilire una data in rapporto al punto di partenza cronologico Maya, grazie a una serie di glifi. Forstermann, in realtà, si era messo in testa di trovare il contenuto di quello strano libro di magia, e fu il primo, nel 1887, a capire che si trattava di tavole del pianeta Venere.Ed è proprio il Codice di Dresda a fornire lumi su come il lungo computo del tempo scandito dal calendario Maya si arrestasse consapevolmente il 21 dicembre del 2012. Sappiamo poco su come essi immaginassero la fine del mondo. L'unica immagine possiamo averla osservando l'ultima pagina del codice di Dresda. In essa si vede l'acqua che distrugge il mondo, essa fuoriesce dai vulcani, dal Sole e dalla Luna generando oscurità che prevale sulla luce. Cosa è questa acqua ? E' facile pensare perchè questa profezia - o meglio, questo computo temporale - dei Maya abbia così suggestionato gli uomini di oggi. Se si prova ad immaginare quella profezia, attualizzandola, la prima cosa che viene in mente è il global warming: innalzamento degli oceani, ecc.. Ma tante altre ipotesi vengono alla mente: caduta di un meteorite, eruzioni spaventose. E c'è chi immagina anche che l'acqua che invaderà il mondo, possa essere quel nuovo quinto elemento sprigionato dagli esperimenti del Large Hadron Collider (del quale abbiamo parlato spesso qui a Mysterium ) che - guarda caso - stanno per iniziare a Ginevra, e che saranno pienamente effettivi proprio intorno al 2012...Insomma, chi più ne ha più ne metta. Ma io penso che tutto questo dovrebbe semplicemente portarci a una conclusione: quella di studiare meglio la grande cultura maya, quella di un popolo terribile e misterioso, intorno al quale le nostre conoscenze sono ancora molto scarse.

fonti: Victor W.Von Hagen - Il Mondo Maya - Newton, 1977.
www.amca.ch

Chupacabra

venerdì 24 aprile 2009

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Sulla scia del tormentone della “mutilazione del bestiame” di qualche tempo fa, a metà anni Novanta, si diffusero segnalazioni di una bestia assetata di sangue — il chupacabras, (lett. “succhiacapre”) — da Puerto Rico al Messico fino a raggiungere, più tardi, la Florida. Secondo il Cox News Service (aprile 1996), «la creatura è in parte un alieno venuto dallo spazio, in parte un vampiro e in parte un rettile, con lunghi artigli affilati, occhi sporgenti e l’attitudine alla Dracula di succhiare il sangue mordendo il collo». A Puerto Rico, dove è nata la leggenda, «la creatura ha scatenato una nevrosi simile all’isteria». Si diceva che attaccasse tacchini, capre, conigli, cani, gatti, mucche e cavalli succhiandogli il sangue. Ad ogni modo, come ha informato la Reuters, il Dipartimento per l’agricoltura di Puerto Rico assegnò a un veterinario il compito di investigare sul caso. Le autorità annunciarono più tardi che tutti gli animali esaminati erano morti in circostanze normali e che neppure uno di essi era stato prosciugato del proprio sangue.
Quando la nevrosi si diffuse in Messico, nell’aprile del 1996, alcuni scienziati esaminarono le fattorie dove era stato detto che i chupacabras avevano colpito. Si trattava ogni volta di cani selvatici. Un ufficiale di polizia affermò: «Non so niente di quel che accade nel resto del Messico e nel resto del mondo, ma qui i chupacabras sono solo cani selvatici», aggiungendo poi, «è solo questa nevrosi collettiva. E onnipresente, anche se ovunque andiamo riusciamo a provare che non si tratta né di extraterrestri, né di vampiri».
Dal momento in cui lo «Skeptical Inquirer» cominciò a essere sommerso di domande da parte dei media, mi feci carico di coordinare le testimonianze e gli sviluppi della questione e contattai i nostri colleghi di Città del Messico, Patricia e Mario Mendez-Acosta. Intervistarono diversi veterinari che avevano condotto numerose autopsie sulle presunte vittime dei chupacabras; in ogni caso, il sangue era ancora nei corpi degli animali morti.
Alcune agenzie di stampa riportarono la notizia di un’infermiera di un villaggio vicino a Città del Messico che era stata attaccata da un chupacabras. In realtà, era semplicemente caduta rompendosi un braccio, ma le sue grida di aiuto furono male interpretate da sua nonna. I vicini venuti in suo aiuto videro una figura nera e alata, che in realtà era solo uno stormo di rondini; ma fu così che la voce cominciò a spandersi. Riguardo un caso analogo avvenuto in Messico, un uomo che aveva dichiarato di essere stato attaccato da un chupacabras confessò, tempo dopo, che si trattava di un’ invenzione per nascondere il fatto di aver preso parte a una rissa («Los Angeles Times», 19 maggiO, 1996).
L’ allucinazione collettiva si estese in Florida soprattutto attraverso il canale della radio latinoameflcana di Miami. Informato dalle autorità locali, e circondato da giornalisti, un veterinario dell’Università di Miami, Alan Herron, sezionò il cadavere di una capra per dimostrare che era stata solo morsa, e non prosciugata del suo sangue. Parlando dei morsi «che sembrano suggerire l’attacco di un predatore», Herron concluse: «Deve essere stato un branco di cani selvatici».
«Di sicuro», riportò il Cox News Service, «questo episodio non è riuscito a calmare la nevrosi dei chupacabras».
(Tratto da: http://www.misterieleggende.com/mostri_creature/chupacabra.php)